Zorro, un personaggio che trovi in tutte le zone di Milano. Di solito vive le sue giornate in gruppo, appoggiato alle vetrine di un qualsiasi negozio o giardino pubblico.
Cappellino da baseball calzato al contrario, pantalone a vita bassa, diciamo che arriva sotto i fianchi, da dove esce l'elastico della mutanda con logo D&G, di solito falsa, canotta con varie scritte. Dimenticavo, capelli rasati quasi a zero, a parte la parte centrale tenuta a mo' di crestina da calciatore, lampi disegnati dal rasoio, piercing sulla bocca e cellulare o, dipende dalla possibilità economica, iPhone, da dove esce musica del CAZZO, anzi, forse l'aggettivo è troppo gentile, insensibile quasi ridicola.
Ne incontro uno in un giardino pubblico, appoggiato a un muretto scherza con alcune ragazze, dialogo:
«Ma tu lo metti il tanga?» risatina.
Lei risponde:
«Certo»
Lui:
«Allora metti una foto su FB, così lo vediamo tutti… una tipa che conosco l'ha fatto, da morire» risatina
Lei:
«Ma sei fuori…» risatina
Poi una serie di urletti, musica, chiamiamola così, da paura come direbbe il ragazzo.
Quando ero piccola, quindi cento anni fa, il mio "mito" era Pippi Calzelunghe, viveva da sola in una grande casa, con la scimmietta e il cavallo, in un albero aveva le limonate ecc… Era libera, da tutto e da tutti, una bambina con le scarpe lunghe, non si sarebbe mai fatta dire da uno Zorro, queste cose, sembra quasi retorico dire che la dignità è importante.
Ti ricordi di quella fiaba dove il mondo non era rotondo, ma un cubo, ogni volta che girava un lato finiva una giornata, quindi un giorno era formato da sei giorni. Gli abitanti erano permalosi e, stufi, volevano che un giorno durasse dieci giorni, il capo il Mamolete spiegava loro che i cani avrebbero mangiato dieci volte in un giorno, i fiori sarebbero fioriti dieci volte, gli esseri umani, e non, si sarebbero accoppiati dieci volte, il circo avrebbe dato dieci spettacoli. Ma inutilmente, il Mamolete stufo di questa situazione, chiese consiglio alla signora Oca, la quale con la sua grande saggezza disse:
"Che vadano a farsi fottere, non sanno che la donna cannone, ha bisogno di tempo per poter volare, altrimenti lo spettacolo non esiste più"
Il Mamolete, turbato dall'idea si fece trasportare da cinquecento cavalli bianchi, un gruppo di coccodrilli, topi e datteri a tonnellate, dieci ballerine scalze e nani (come potevano mancare?) a profusione. Arrivato, baciò i due grossi piedi della donna cannone, la sollevò verso il cielo, e il cielo si riempì di foglie profumate. Il grande amore del Mamolete, salvò il suo mondo cubo e particolarmente la sua amata donna cannone, la riparò dalle brutte correnti e volarono via, dalle mille ossessione degli abitanti.
E vissero felici e contenti.
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