martedì 30 luglio 2013

La dimensione latente della città


Queste sono frasi e parole rubate a giornali italiani:
30 anni, milanese, vive a Parigi con incursioni a Berlino…

INCURSIONI A BERLINO.

Il feeling generale sembra essere che la poesia stia diventando sempre più una nicchia intellettuale da insider…

UNA NICCHIA INTELLETTUALE DA INSIDER.

Le è mai capitato di cadere in paranoia?
CADERE IN PARANOIA.
Che progetti per l'estate romana?
ESTATE ROMANA.
La dimensione latente della città è un argomento molto interessante.
DIMENSIONE LATENTE DELLA CITTA'.
Milano una città allo stesso tempo caotica e cool
CAOTICA E COOL.
Fra tradimento, dolore, solitudine, ingiustizia, intolleranza e pregiudizi, che cosa teme di più?
DOLORE, SOLITUDINE, INGIUSTIZIA, INTOLLERANZA E PREGIUDIZI.
Singolare per un Ariete ascendente Leone…
ARIETE ASCENDENTE LEONE.
E che cosa credeva di fare, mettendosi nuda sulle pagine di Playboy?
NUDA SULLE PAGINE DI PLAYBOY:
Uno zaino e via verso l'incompiuto astratto…
INCOMPIUTO ASTRATTO:
I loro genitori chiusi in un silenzio monolitico.
SILENZIO MONOLITICO:

Un 30 MILANESE INTELLETTUALE DA INSIDER, fa INCURSIONI A BERLINO, perché a Palermo, città di origine, si sente soffocato, dal U pani câ meusa, come biasimarlo. Dopo aver vagabondato per Roma, dove era CADUTO IN PARANOIA, per colpa delle coratelle mangiate nel pieno dell'ESTATE ROMANA. A Firenze, capì finalmente, LA DIMENSIONE LATENTE DELLA CITTA', davanti ai banchini dei trippai, dove mangiò, il panino con il Lampredotto. passando per Milano, scoprì la cassoeula, che gli aprì gli occhi su questa città CAOTICA E COOL contemporaneamente. 
Ritornato a Berlino, visse tra DOLORE, SOLITUDINE, INGIUSTIZIA, INTOLLERANZA E PREGIUDIZI, insomma tutte le rogne del mondo gli si attaccarono al culo. Ma lui non si perse d'animo, anzi fece un servizio su Playboy. CHE COSA CREDEVA DI FARE, METTENDOSI NUDO SULLE PAGINE DI PLAYBOY? Un CAZZO di niente, ma guadagnare in questa maniera era più comodo che fare marchette sulla Kurfürstendamm. Ma essendo un SINGOLARE ARIETE ASCENDENTE LEONE, la sua vita necessitava di una svolta, prese il suo ZAINO E VIA VERSO L'INCOMPIUTO ASTRATTO, sul quale aveva più volte meditato. E' meglio una banana nel culo, o un culo a forma di banana? A questo dilemma, non riuscì mai a rispondere, ma la decisione la prese all'improvviso, andò a trovare i suoi genitori. Loro CHIUSI IN UN SILENZIO MONOLITICO, lo accolsero, sia pure con qualche perplessità, dovute a diversi fatti precedenti. La madre alcolizzata dall'età di tre anni, viveva ormai di cose semplici, un paio di confezioni di tavernello al giorno, oramai appagavano tutte le sue ansie. Il padre ex tossico, girava per la casa in calzoncini, fumando canne e cantando vecchi pezzi di Nat King Cole. Quindi cosa voleva da loro?
La risposta logicamente esiste solo nei nostri cuoricini del CAZZO.
In una scuola elementare diversi anni fa, chiesi ai bambini:
«Cosa vorreste fare da grandi?»
Alzò la mano il più timido e pallido, e mi rispose:
« Io una volta ho vomitato…»
La saggezza dei bambini è disarmante, questo significa un CAZZO.

lunedì 29 luglio 2013

Cacciatori di tesori


Accendo la televisione, non la guardo molto, ma non mi metterei mai nella categoria: "La televisione non la guardo mai, è quasi un soprammobile"
Che simpaticona, allora cosa Cazzo l'hai comprata a fare, la usi come portascarpe? No, fai finta, allora buttala, stronza.
Altrimenti: "La televisione non ce l'ho, ne faccio volentieri a meno. Leggo libri, faccio cose più interessanti"
Che STRONZI, che snob al limite della sopportazione. 
Ti ricordi "Giro, vedo gente, mi muovo, conosco, faccio delle cose…"
Comunque la trasmissione si chiama "Cacciatori di tesori", è inguardabile e, contemporaneamente, per la mia perversione, calamitante.
Il personaggio principale, Ric Savage, un quarto di manzo, manzo non sta per bello, ma per peso specifico, enorme e disgustoso. La moglie Rita, una vecchia tardona truccata come una vacca, senza offesa per le vacche vere, con vestiti attillati (dove li compra) da dove escono le sue forme inquietanti. Due figli con la faccia da pirla, cercano tesori e reperti in zone dove si sono svolte battaglie o accadimenti storici. Quindi scavano e trovano oggetti. A ogni ritrovamento, il manzo urla alzando le braccia verso l'alto, OOOOOH YEEEEEAH BABY, BOOOOM, DANGER" non proprio in quest'ordine ma il succo è quello. In quel momento, come quando si è piccoli, ti vergogni per lui, e non sai dove guardare: La tardona fa boccuccia e mostra i denti, esagerati e lascivi come lei. E i pirla? Sorridono, infatti valgono poco più di un contorno nel piatto, quelli che sono trendy in questo periodo, mezza foglia di insalata riccia con uno sputo di salsa. Poi prendono i loro "tesori", che, se avessero saputo di essere ritrovati da questi freaks, probabilmente si sarebbero disintegrati da soli. E li vendono a negozianti, improbabili, chi con la faccia da galera, vecchi quasi morti, studiosi di gazzosa, varrebbe visitare l'America solo per conoscere questi personaggi e fotografarli. La famiglia dei mostri finalmente tace, non so quanto duri, forse trenta minuti di vera merda, rimani sul divano e dici: "Potevo usare il televisore per piantare fiori"
Ti senti, come si dice, una grande testa di CAZZO.

sabato 27 luglio 2013

Il controllore


L'Atm mi sta sul CAZZO, non esiste un vero e proprio motivo, gli autisti, se vedono che stai correndo per raggiungere il tram, ti chiudono in faccia le porte. Adesso al posto di quei bellissimi tram gialli e piccoli, ci sono quelli lunghi, brutti e puzzolenti. Ma il personaggio più bastardo di tutta l'ATM è il controllore. Con quelle divise pensano di essere dei generali, si vede il piacere nel farti la multa. Quindi, visto che i giorni non sono tutti uguali, una settimana fa, salendo le scale mobili, li ho visti, occhiali che ti scrutano, penna in mano e raffiche di multe. Io avevo il biglietto regolarmente timbrato e valido, ma ho pensato di divertirmi.
"Signora, mi può far vedere il biglietto di viaggio?"
Io faccio finta di frugami in tasca, nella borsa, con aria preoccupata e dispiaciuta, e qui scatta il sadismo del controllore:
"Allora il biglietto?"
"Guardi mi dispiace, ma ce l'avevo in tasca, mi faccia controllare ancora"
Lui nel frattempo guarda con aria sorniona i colleghi, sicuro della multa, loro contemporaneamente fanno contravvenzioni a uffa, alla sudamericana che chiede per favore di non fargliela, mentre un marocchino salta oltre le macchinette obliteratrici, insomma una strage. 
A quel punto i ruoli si invertono, noi campesinos siamo in uniforme e loro borghesi punibili. 
I miei colleghi campesinos torturano il gruppo di controllori con frasi tipo:
"Eri contento di viaggiare in metropolitana gratis, ascoltando tutti i finti invalidi zingari?"
"Ti piace essere sulle carrozze della linea verde con quaranta gradi e senza condizionatore?"
"Sai che non mi piaci, hai la carta di soggiorno?"
"Se tutti facessero come te come andrebbe a finire il Comune di Milano?"
"Credi di farmi paura, ci metto niente a chiamare la polizia!"
"Mi pare di averti già visto alla stazione, per caso sei slavo?"
"Tanto a voi che differenza fa, non avete mai lavorato".
Tutte le frasi si intendono con il tu, questo per farli sentire ancora più una merda, infatti a una merda non ci si rivolge con il lei!
Finalmente arrivano i rinforzi, Libellule enormi che noi popolo di campesinos cavalchiamo, l'accesso alla metropolitana è libero, zingari, slavi poveri, vecchi, zoppi e bambini, tutti rigorosamente in abito da sera. Il popolo che a Milano non esiste, quello che dà fastidio, che non produce e magari si ammala e si lamenta, perché non conta nulla. 
"Allora signora sono obbligato a farle la contravvenzione, documenti prego"
Gli mostro il biglietto:
"L'avevo detto di avere il biglietto!"
Che bello un mondo al contrario libero dalle teste di CAZZO.

Il supermercato



Il supermercato è quello dei poveri, il cibo, o qualsiasi altra cosa, ha sempre lo stesso sapore, la carne sa di tonno, i biscotti di chinotto, l'insalata di mozzarella, il bagno schiuma di pizza, insomma è triste e patetico. Ci sono anche i prodotti light per i poveri. Una volta ho comprato le fette biscottate per la nonna, risultato: si è rotta un pezzo di dentiera. L'unica cosa bella, oltre al fatto che non ci siano canzoncine ebeti in sottofondo, sono le persone che la frequentano. I Poveri quelli con la P maiuscola. Con i loro cappotti logori e la carnagione bianca. Chissà perché i poveri non sono mai abbronzati? In fondo come direbbero i RICCHI, potrebbero andare al Parco Sempione a prendere un po' di colore, ma loro no, si ostinano a vivere delle piccole cose che li rendono ancora più miseri. Pensa, senza mai cercare un diversivo, che teste di CAZZO. 
Loro cercano di parlare invano con i commessi che, abbruttiti dagli stipendi e dalle mansioni non sempre appaganti, non se li cagano nemmeno di striscio:
«Signorina per favore sa dove sono i dadi?»
«Al solito posto»
«Dove?»
«Signora guardi che io sto lavorando, sono nel solito scaffale vicino alle saponette»
Sì perché nel supermercato dei poveri, per rendere piacevole la tua spesa, mischiano a culo materassini per il mare con scatole di pelati, chiara azione di marketing la caccia al tesoro del CAZZO. 
Alla cassa una signora di una timidezza quasi imbarazzante, fa la fila con due scatolette di cibo per animali, si avvicina un semi barbone e le dice:
«Per chi sono quelle Scatolette?»
«Per il mio gatto»
Il semi barbone quasi infastidito e con l'aria di chi la sa lunga:
«Ma se hai le scarpe rotte, il cappotto rovinato e sei secca come un'ombrello. Perché non compri qualcosa per te, gli animali il cibo lo trovano lo stesso, tu no»
«Ma io sono contenta così»
Il resto della fila guarda la signora con aria di compatimento, che brutta la guerra dei Poveri, in fondo lei è la più fragile e malmessa, gli altri le scarpe le hanno sane.
Il semi barbone non contento continua:
«Lo sai che la Caritas ti aiuta se chiedi qualcosa? A me hanno dato le scarpe e un cappello»
Un cappello, cosa se ne fa un semi barbone di un cappello? Accessorio indispensabile per la prima alla Scala, dove a lui spetta un posto d'onore sul palco centrale, che stronzi i Poveri, gli dai un cappello e pensano di essere Napoleone.
Lei risponde:
«No, non fa per me io il pane lo voglio guadagnare»
Il semi barbone la guarda in maniera feroce, e borbotta tra se parolacce, gli altri la guardano con disapprovazione, una bambina chiede alla madre:
«Mamma ma quella signora con le scarpe rotte è una barbona?»
La madre con gli occhi senza colore come un cane rabbioso:
«No è solo una Povera senza testa»
Ribadisco i Poveri sono delle teste di CAZZO.

Tutte cagano i figli, Kate non ce l'ha mica d'oro


Arrivo in ospedale Buzzi la mattina, verso le dieci è nata mia figlia. Mi ritrovo in una stanza con altre cinque donne.
La mia vicina di letto è brasiliana, alta, tranquilla e simpatica. Mi spiega che Diego, il suo bambino appena nato, è stato seduto per nove mesi. Anche nelle ecografie era sempre seduto, così le hanno fatto il cesareo. Infatti tutti i bambini ciondolano, ma lui no, sta seduto sulla sua mamma. Di fronte a me,  una milanese insopportabile che sostiene che, per fortuna, hanno inventato lo Swiffer Duster, così potrà dedicare più tempo al suo bambino, proprio una testa di cazzo. Altre due, inutili, quelle che le saluti e fanno le indaffarate. Ma di che cosa, mi chiedo, visto che l'unica cosa da fare è allattare, cambiare pannolini, fare "bella bella" alla tua bambina e chiacchierare di cazzate con le altre. Queste piegano vestitini, sistemano il letto e si pettinano, inutili personaggi che rubano ossigeno. L'ultima, una cinese piccolissima, aspetta due gemelli ed è l'unica che non ha ancora partorito. Tutto il personale ospedaliero da tre giorni le consiglia di fare un parto cesareo, lei risponde "NON CAPISCO!" GRANDE! se ne fotte di tutto e di tutti, i suoi parenti sona tantissimi, nel giro di una giornata alcune volte non riesci nemmeno a vederla, la circondano parlando continuamente. 
Ho puntato su di lei, la notte la brasiliana mi sveglia:
«Stanno cucinando»
«Chi?» rispondo
"I cinesi"
Sono le 4 di mattina, hanno portato un fornello da campo a gas e stanno facendo saltare gli spaghetti di soia, un profumo buonissimo. Nel frattempo parlano continuamente, dal bagno esce un suo parente con l'accappatoio, si è fatto la doccia, un'altra le pettina i capelli. Insomma, una fiera di parole, cibo, il casino più totale.
La brasiliana mi guarda sconsolata e dice:
«Certo che questi extracomunitari sono strani, vengono nel nostro paese e fanno un po' quello che vogliono»
Rispondo:
«Ma non sei di Rio de Janeiro?»
«Vuoi mettere con i cinesi?»
Entra l'ostetrica, spiega alla cinese che tutte quelle persone non possono stare in camera (sono in dieci) devono uscire, e che lei deve partorire al più presto,  lei risponde: «NON CAPISCO!»
GRANDE! se ne rifotte.
Dopo un paio d'ore entra in bagno, si sente l'acqua che scorre, fa la doccia, passa un po' di tempo, busso:
«Tutto bene? Ha bisogno di qualcosa?»
Risponde:.
«No glazie, tuto bene facio una lunga e calda docia» GRANDE! se ne rifotte.
La brasiliana mi guarda:
«Ma non sapeva parlare in italiano… ripeto, gente storta i cinesi»
La cinese ha partorito nella mattinata, quando l'hanno riportata in camera, sono andata di fianco al suo letto, felice di salutarla, e lei mi ha spiegato che:
«Sono contenta che siano nati, anche se ho fato un po' di fatica li chiamerò Giolgio e Luca, ti piaciono questi nomi?» GRANDE, se ne rifotte.
Naturalmente mi aspettavo Asako, Chie ma lei mi ha spiegato che sono italiani, GRANDE, se ne rifotte, nel giro di pochi minuti sono tornati altri parenti e hanno ricominciato a mangiare, cucinare (questa volta pollo) parlare ecc…
Morale
Tutte cagano i figli, Kate non ce l'ha mica d'oro.

venerdì 26 luglio 2013

Cargo


Questa mattina sono andata da Cargo: musica ambient di 20 anni fa, finocchi RICCHI che comprano cose inutili, vecchie vacche tardone e RICCHE che comprano due cuscini e se li fanno recapitare a casa, logicamente pagando la consegna, commesse\i che sembra siano lì per caso e ti guardano pure male, bambini brutti, stronzi e RICCHI che si fanno comprare puttanate, il temperino a forma di mappamondo a 10 euro, ecologisti RICCHI che si fanno fottere 200 euro per una gabbietta per uccelli indiana che quella vecchia befana di Cargo ha pagato a un povero indiano sì e no una rupia. 
Insomma, un negozio da bruciare, salvando i finocchi, che forse sono i più carini, buoni da regalare all'indiano così li impaglia e li rivende alla befana. Ti chiedi perché ci vai? Per schifarli e fare le faccine dietro le loro schiene quando si girano e, possibilmente, dare delle sputatine in testa ai bambini così brutti e RICCHI.

sabato 20 luglio 2013

Videogiochi



Ci sono due videogiochi degni di nota, Minecraft e Far Cry 3. Io li gioco con l'Xbox 360. Il primo, Minecraft, è bello, nella sua bruttezza, anche visivamente. Mi spiego: la grafica è basica, per niente sofisticata, gli alberi, l'omino che tu interpreti, gli animali, insomma tutto sembra quasi abbozzato, non finito. Le forme sembrano tutte uscite da cubetti, l'omino deve costruire la sua casa. Io personalmente ho un villaggio con animali ecc… Visto che non sono un leone dei videogiochi, per me il gioco si chiama scavin scavino, questo perché scavi per avere il materiale per costruire la casa, per procurarti il legno, il carbone, il vetro, insomma scavi per tutto il gioco. Sei circondato da galline, mucche, pecore. Io ho scelto la modalità relax, più sicura per gli ebeti come me. In questa maniera non vieni attaccato da zombie e cattivi di ogni genere. Hai anche dei vicini di casa, brutti, che non parlano mai, hanno una forte somiglianza con un professore di mia figlia, quindi soprannominati i Leroga, dal cognome del professore. Ti guardano con un grosso nasone e non fanno un CAZZO tutto il giorno. A differenza di te che ti fai un mazzo enorme lavorando tutto il tempo. La musica di sottofondo è tranquilla, quasi ipnotica e sempre uguale, insomma un grande gioco infinito, quasi delicato.
Il secondo è Far Cry 3, ambientato penso, all'interno di un arcipelago malese, tu sei un ragazzo che insieme ad amici, fratelli e fidanzata vai su quest'isola, che pensavi fosse disabitata, invece vieni catturato da pirati e mercenari, dai quali poi riuscirai a scappare. Una direbbe "capirai", invece è quasi buffo nella sua ignoranza. Prima di tutto la grafica è spaziale, i colori dell'isola, i dettagli tipo l'acqua del mare, alberi, animali bellissimi molto curati. Quando ho iniziato a giocare mi sono detta fanculo, che fastidio, non avevo tregua, sei inseguita continuamente da cattivi, che non solo ti vogliono ammazzare ma ti prendono anche in giro e ti dicono un quintale di parolacce. Non che mi facciano paura, ma sono fuori luogo, a culo. Quando scappi da loro, cosa non sempre facile, ti trovi di fianco un'orso, un leopardo o peggio ancora un Drago di Komodo bastardo, o uno stronzo galattico: il CASUARIO. Inizialmente lo guardi e dici "bello questo uccello", dopo un secondo ti rincorre per ammazzarti. Mentre dei pazzi pirati corrono verso di te per bruciarti con le molotov o, dimenticavo, dei grossi personaggi con delle armi micidiali che prima di ammazzarli devi sudare cento camicie. Ti puoi dilettare nel raccogliere piante medicinali, reliquie, soldi, mezzi sigari cubani, insomma un inferno, che quando finisci la missione principale e hai liberato gli avamposti dai cattivi, ti senti solo come uno stronzo. In un posto meraviglioso dove però non ti vuole più bruciare, insultare e torturare nessuno, come si dice un grande gioco del CAZZO in tutti i sensi. Meno male che ci sono i tapiri che quando li incontri non ti pensano nemmeno, anzi si fanno i CAZZI loro, grandi saggi.