sabato 27 luglio 2013

Il supermercato



Il supermercato è quello dei poveri, il cibo, o qualsiasi altra cosa, ha sempre lo stesso sapore, la carne sa di tonno, i biscotti di chinotto, l'insalata di mozzarella, il bagno schiuma di pizza, insomma è triste e patetico. Ci sono anche i prodotti light per i poveri. Una volta ho comprato le fette biscottate per la nonna, risultato: si è rotta un pezzo di dentiera. L'unica cosa bella, oltre al fatto che non ci siano canzoncine ebeti in sottofondo, sono le persone che la frequentano. I Poveri quelli con la P maiuscola. Con i loro cappotti logori e la carnagione bianca. Chissà perché i poveri non sono mai abbronzati? In fondo come direbbero i RICCHI, potrebbero andare al Parco Sempione a prendere un po' di colore, ma loro no, si ostinano a vivere delle piccole cose che li rendono ancora più miseri. Pensa, senza mai cercare un diversivo, che teste di CAZZO. 
Loro cercano di parlare invano con i commessi che, abbruttiti dagli stipendi e dalle mansioni non sempre appaganti, non se li cagano nemmeno di striscio:
«Signorina per favore sa dove sono i dadi?»
«Al solito posto»
«Dove?»
«Signora guardi che io sto lavorando, sono nel solito scaffale vicino alle saponette»
Sì perché nel supermercato dei poveri, per rendere piacevole la tua spesa, mischiano a culo materassini per il mare con scatole di pelati, chiara azione di marketing la caccia al tesoro del CAZZO. 
Alla cassa una signora di una timidezza quasi imbarazzante, fa la fila con due scatolette di cibo per animali, si avvicina un semi barbone e le dice:
«Per chi sono quelle Scatolette?»
«Per il mio gatto»
Il semi barbone quasi infastidito e con l'aria di chi la sa lunga:
«Ma se hai le scarpe rotte, il cappotto rovinato e sei secca come un'ombrello. Perché non compri qualcosa per te, gli animali il cibo lo trovano lo stesso, tu no»
«Ma io sono contenta così»
Il resto della fila guarda la signora con aria di compatimento, che brutta la guerra dei Poveri, in fondo lei è la più fragile e malmessa, gli altri le scarpe le hanno sane.
Il semi barbone non contento continua:
«Lo sai che la Caritas ti aiuta se chiedi qualcosa? A me hanno dato le scarpe e un cappello»
Un cappello, cosa se ne fa un semi barbone di un cappello? Accessorio indispensabile per la prima alla Scala, dove a lui spetta un posto d'onore sul palco centrale, che stronzi i Poveri, gli dai un cappello e pensano di essere Napoleone.
Lei risponde:
«No, non fa per me io il pane lo voglio guadagnare»
Il semi barbone la guarda in maniera feroce, e borbotta tra se parolacce, gli altri la guardano con disapprovazione, una bambina chiede alla madre:
«Mamma ma quella signora con le scarpe rotte è una barbona?»
La madre con gli occhi senza colore come un cane rabbioso:
«No è solo una Povera senza testa»
Ribadisco i Poveri sono delle teste di CAZZO.

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