sabato 27 luglio 2013

Il controllore


L'Atm mi sta sul CAZZO, non esiste un vero e proprio motivo, gli autisti, se vedono che stai correndo per raggiungere il tram, ti chiudono in faccia le porte. Adesso al posto di quei bellissimi tram gialli e piccoli, ci sono quelli lunghi, brutti e puzzolenti. Ma il personaggio più bastardo di tutta l'ATM è il controllore. Con quelle divise pensano di essere dei generali, si vede il piacere nel farti la multa. Quindi, visto che i giorni non sono tutti uguali, una settimana fa, salendo le scale mobili, li ho visti, occhiali che ti scrutano, penna in mano e raffiche di multe. Io avevo il biglietto regolarmente timbrato e valido, ma ho pensato di divertirmi.
"Signora, mi può far vedere il biglietto di viaggio?"
Io faccio finta di frugami in tasca, nella borsa, con aria preoccupata e dispiaciuta, e qui scatta il sadismo del controllore:
"Allora il biglietto?"
"Guardi mi dispiace, ma ce l'avevo in tasca, mi faccia controllare ancora"
Lui nel frattempo guarda con aria sorniona i colleghi, sicuro della multa, loro contemporaneamente fanno contravvenzioni a uffa, alla sudamericana che chiede per favore di non fargliela, mentre un marocchino salta oltre le macchinette obliteratrici, insomma una strage. 
A quel punto i ruoli si invertono, noi campesinos siamo in uniforme e loro borghesi punibili. 
I miei colleghi campesinos torturano il gruppo di controllori con frasi tipo:
"Eri contento di viaggiare in metropolitana gratis, ascoltando tutti i finti invalidi zingari?"
"Ti piace essere sulle carrozze della linea verde con quaranta gradi e senza condizionatore?"
"Sai che non mi piaci, hai la carta di soggiorno?"
"Se tutti facessero come te come andrebbe a finire il Comune di Milano?"
"Credi di farmi paura, ci metto niente a chiamare la polizia!"
"Mi pare di averti già visto alla stazione, per caso sei slavo?"
"Tanto a voi che differenza fa, non avete mai lavorato".
Tutte le frasi si intendono con il tu, questo per farli sentire ancora più una merda, infatti a una merda non ci si rivolge con il lei!
Finalmente arrivano i rinforzi, Libellule enormi che noi popolo di campesinos cavalchiamo, l'accesso alla metropolitana è libero, zingari, slavi poveri, vecchi, zoppi e bambini, tutti rigorosamente in abito da sera. Il popolo che a Milano non esiste, quello che dà fastidio, che non produce e magari si ammala e si lamenta, perché non conta nulla. 
"Allora signora sono obbligato a farle la contravvenzione, documenti prego"
Gli mostro il biglietto:
"L'avevo detto di avere il biglietto!"
Che bello un mondo al contrario libero dalle teste di CAZZO.

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